Carissimi amici di San Carlo,

Mi sto un po’ abituando e un po’ affezionando a porre alcune riflessioni nel nostro bollettino poiché in questo tempo c’è effettivamente più tempo per riflettere. Ringrazio coloro che mi scrivono o mi chiamano apprezzando qualcosa di quanto scritto. Accetto anche le osserva􏰄ioni diverse …

In questa settimana abbiamo “celebrato” la Solennità dell’Annunciazione del Signore. Il 25 marzo è stato vissuto come un grande appuntamento: il Papa ha voluto una preghiera ecumenica a mezzogiorno, alla sera i Vescovi italiani hanno promosso il S. Rosario. Il nostro Vescovo ha celebrato la S. Messa alla cappella degli Scrovegni, trasmessa in streaming.

L’Annunciazione è un evento fondamentale per la Salvezza: segna l’inizio della vita del Figlio di Dio come Figlio dell’uomo nel grembo della Vergine Maria ed evidenzia il primo “Si” di Maria alla volontà di Dio Padre.

E’ un evento “Cristologico” perchè è proprio Lui il centro di questo avvenimento, ma è anche un momento mariano di grande suggestione emotiva e sostanziale.

In questo bellissimo giorno ho ricordato una esperienza che ho ripetutamente fatto per alcuni anni. Il mio amico d. Lucio, parroco degli Eremitani, ogni anno celebra la S. Messa nella cappella degli Scrovegni, un “diritto” particolare perchè normalmente accoglie i numerosissimi visitatori ed è sotto l’autorità civile e le Belle Arti. In questo giorno il Parroco si riprende idealmente questo bellissimo edificio e può celebrare e far celebrare alcune Ss. Messe.

Io ebbi la fortuna di essere invitato, per alcuni anni, a concelebrare. E’ stata sempre per me una grande emozione entrare in questo luogo affrescato da Giotto e reso luminoso dagli eventi della vita di Gesù che si lasciano guardare e contemplare da chi entra anche con uno sguardo di fede.

Dopo gli ultimi restauri, i colori sono tornati vivissimi, bellissimi, Ancora di più ne sono stato affascinato.

La scena dell’Annunciazione è sull’arco sopra l’altare ma non mi ha particolarmente colpito perchè le due figure sono poste una da una parte e l’alta dall’altra dell’arcata.

La scena, invece, che mi ha colpito particolarmente e che mi è rimasta in mente è stata quella della cattura di Gesù. Quando passi da una scena all’altra, davanti a questo quadro hai come un sobbalzo, come se ti fossi svegliato di
colpo. La scena ha dei colori
così belli, quel “con spade e bastoni” (Mc 14,48) è reso da Giotto in una maniera così forte e vivace che quel gruppo di persone ammassate intorno a Gesù ma che appare come in un continuo movimento, sembra esca fuori dalla parete per prendere in mezzo anche te.

Se l’Annunciazione è l’inizio della Vita di Gesù, la cattura è l’inizio vero della Passione ed è l’inizio della confusione: un gruppo di persone con soldati armati, mai visti attorno a Gesù, un amico che bacia per tradire, un gruppo di apostoli che lo stanno per abbandonare, il maestro che viene additato come un malfattore.

Proprio nel tempo in cui prepariamo la Pasqua, abbiamo celebrato l’Annunciazione; nel giorno in cui abbiamo aperto il nostro cuore alla gioia di un Dio che si fa uomo siamo stati invitati a vederlo incamminarsi verso la morte in croce. Proprio perchè la morte non è la fine, ma anche questa è un nuovo inizio.

Prepariamoci a vivere questo ingresso di Gesù alla sua Settimana Santa e noi lo accompagniamo, cercando di non fuggire come i discepoli.

D. Antonio

29 marzo 2020