BERTOLLO DON EGIDIO

Nato a Fabriano il 2 febbraio 1911, (la famiglia ritorna presto a Onara di Tombolo dove sono i Bertollo), dopo gli studi in Seminario fu ordinato sacerdote il 7 luglio 1935.

Destinato come Cappellano al Duomo di Este (S. Tecla), accanto all’Arciprete Mons. G. Schievano, vi rimane per 5 anni.

Il 4 novembre 1940, a soli 29 anni, viene nominato Delegato Vescovile e assegnato alla nuova chiesa di S. Carlo Borromeo. Il 28 gennaio 1941 diventa primo parroco di S. Carlo. L’ingresso solenne e l’immissione in possesso, causa la guerra, viene trasferita al 27 giugno 1943. Presiede la celebrazione il Vicario Generale della Diocesi, Mons. G. Pretto.

Guida la comunità parrocchiale di S. Carlo ininterrottamente fino alla morte sopravvenuta il 3 dicembre 1972.

 

BOZZA DON ISRAELE

Nato a S. Angelo di Sala il 10 maggio 1922, dopo gli studi del Seminario divenne sacerdote  il 1 luglio 1945. Vicerettore del Collegio Vescovile di Este fino al  1952. Diventa Cappellano di Pontevigodarzere fino al 1955. A settembre diventa cappellano a Sambruson fino all’anno successivo.

Nel 1956 è chiamato a prestare il suo servizio nella Diocesi di Bologna. Dal 1958 al 1968 è parroco di Chiesanuova di Poggio Renatico. Dal 1968 al 1973 Parroco di Stanghella e Vicario Foraneo.

Dal 1973 al 15 luglio 1979 è parroco di S. Carlo.

Dal 1979 al 2000 è Parroco di S. Stefano, protomartire, in Piovene.

Successivamente viene nominato Penitenziere al Duomo di Thiene fino alla morte che sopraggiunge il 23 dicembre 2009.

 

CONTIN DON LUIGI

Don Luigi era nato a Villatora di Saonara il 28 dicembre 1933. Il papà Agostino era Presidente dell’Azione Cattolica, falegname e organista della chiesa di Villatora, totalmente dedito alla famiglia, caratterizzato da una fede profonda e forte. La condizione di povertà portò la famiglia a Ponte di Brenta, ma il padre si spense all’età di 51 anni: una prova durissima che avrebbe cambiato la vita di don Luigi. La madre, Maria, altro esempio di profonda e semplice vita cristiana, non si perse d’animo e decise di provvedere alla famiglia con le sue forze. Luigi fu accolto per due anni dalla nonna Carlotta con grande amore e generosità. Don Luigi ha sempre manifestato una grande riconoscenza alle persone che lo hanno accompagnato nell’infanzia e a i preti che hanno segnato la sua esperienza di ragazzo.

Entrato in Seminario, divenne presbitero il 14 luglio 1957 non senza difficoltà legate alla salute. Proprio a causa di questa, per la prima esperienza fu inviato a Valstagna e vi si trattenne soltanto un anno, per la frattura del ginocchio.

Successivamente fu nominato cooperatore ad Arzerello, dove ricevette dalla gente l’esempio di una fede semplice, sobria e forte. Un altro, unico, anno di ministero, prima di passare nel 1959 a Mejaniga, in un contesto sociale totalmente diverso. Furono anni intensi, carichi di relazioni e iniziative, con i primi esperimenti comunicativi e sportivi per incontrare i giovani, educandoli alla vita civile e alla fede.

Nell’ottobre 1966 ricevette il primo incarico come parroco a Carpanedo, dove si trattenne fino al gennaio 1971. Erano gli anni del post Concilio e don Luigi, convinto del fervore conciliare e delle sue acquisizioni, cominciò subito a mettere in atto quanto si andava decidendo, in un contesto parrocchiale tradizionale, ma unito, accogliente e con una forte esperienza di fede. Don Luigi ricordava già allora l’importanza e la bellezza di una Chiesa che vive la novità e i tempi moderni partendo dall’esperienza stessa di tutti i battezzati.

Nel gennaio 1971 fu mandato a Vigodarzere come parroco e vi restò fino all’agosto 1979. Anche a Vigodarzere, tra i rigurgiti della contestazione del ’68 e i primi effetti della riforma conciliare, lavorò per una comunità cristiana che fosse volto nuovo della Chiesa. Il coinvolgimento dei laici, la formazione, la catechesi, la liturgia e le famiglie furono i riferimenti costanti del suo agire: don Luigi viveva con entusiasmo l’aria nuova e fresca di una Chiesa aperta al futuro.

Nel settembre 1979 arrivò la nomina a parroco di San Carlo Borromeo e furono trentun anni di una azione pastorale generosa, convinta e appassionata. Di nuovo vi fu la scelta delle famiglie e più tardi anche dei Centri di ascolto. Gli orientamenti pastorali diocesani furono il criterio continuo della vita parrocchiale. Metodi e impianto catechistico furono cambiati diverse volte con notevoli risultati nel coinvolgere le famiglie e la comunità intera. Don Luigi si convinse della necessità dei piccoli gruppi per favorire la formazione cristiana dei singoli e per dare impulso alla vita della più ampia comunità: i gruppi a servizio della parrocchia avrebbero dovuto essere luoghi di aggregazione, ma soprattutto di coinvolgimento e di dinamismo della vita cristiana. E, in effetti, furono moltissimi i gruppi che tennero vivo il tessuto della comunità, pur nelle loro differenze, senza che mancasse l’attenzione alla carità e alla vicinanza solidale, alla liturgia e al respiro missionario.

A San Carlo don Luigi mise in circolo contenuti, letture, ricerche pastorali e informazioni ecclesiali, avvalendosi anche del nuovo Centro parrocchiale e delle abituali iniziative che avevano lo scopo di creare il disegno comunitario.

Nel 2010 don Luigi presentò la rinuncia alla parrocchia per motivi di età. Si ritirò in un appartamento del Centro storico, appoggiandosi alla Casa del Clero, senza venir meno a diverse occasioni di servizio liturgico o pastorale. Tra gli anni 1980 e 1993 era stato per tre mandati Vicario foraneo dell’Arcella. Dal 2014, poi e fino al 2018, era anche stato nominato Assistente spirituale dell’Associazione Familiari del clero.

Complicazioni cardiache acuite dal Covid 19 hanno inaspettatamente portato alla morte il giorno 11 gennaio 2021.

DAL TESTAMENTO DOVE SCRIVE DELLA SUA ESPERIENZA A S. CARLO

San Carlo Borromeo (settembre 1979 – novembre 2010).
Gli anni di permanenza a Vigodarzere sono passati in fretta ed è arrivato il momento di S. Carlo. Nell’Annuario Diocesano si attribuivano a S. Carlo quindicimila abitanti, poi successivamente ridimensionati, ma per questo motivo si pensò a dividere la parrocchia. Nel 1986 nasce la parrocchia di S. Filippo Neri, dopo S. Gregorio Barbarigo, San Bellino, Gesù Buon Pastore, S. Lorenzo da Brindisi, Cristo Risorto. Il primo impegno riguarda la visita per la benedizione delle famiglie. L’alternativa era: fare la pura benedizione senza fermarsi ad incontrare le persone, nella previsione di arrivare a tutti in un tempo ragionevoli, oppure benedire, fermarsi, sedersi ed ascoltare le persone con i loro problemi. Con la prima scelta (4000 famiglie), sarei certamente arrivato a molti; con la seconda scelta avrei certamente potuto lasciare un segno più forte. Ho fatto la seconda scelta.

Erano i tempi delle Comunità di base e si avviò un lavoro che avrebbe impegnato molto tempo, facendo nascere i Centri di Ascolto. Nella Missione Cittadina del 1997 ne sono nati 107, ma con tante difficoltà a renderli attivi. Ogni anno è stato preparato con il Consiglio Pastorale il Programma secondo le indicazioni degli orientamenti della Diocesi. Dobbiamo un ringraziamento particolare a tutti i responsabili della Diocesi per la saggezza, l’attualità, la ricchezza delle proposte, nel rispetto della identità delle singole comunità cristiane. Ogni anno fu fatta la catechesi degli adulti con risultati diversi, ma con la ferma determinazione di proseguire al di là dei risultati quanto al numero dei presenti. Ogni settimana venivano riuniti tutti i catechisti dei ragazzi per pregare, preparare gli incontri di catechesi, affrontare le varie difficoltà, cercare i sussidi adatti. Metodi e impianto catechistico furono cambiati diverse volte. L’ultima esperienza durò sei anni, con notevoli risultati nel coinvolgere le famiglie e la parrocchia.

Ci si rese conto della necessità dei piccoli gruppi per favorire la formazione cristiana dei singoli e per dare impulso alla vita della comunità cristiana. Lo slogan: I gruppi a servizio della parrocchia e non la parrocchia a servizio dei gruppi. Ogni gruppo divenne luogo di for- mazione, aggregazione e concreta partecipazione alla vita parrocchiale Li elenchiamo, consapevoli che ogni esperienza esprime dinamismo, vita cristia- na, centinaia di persone impegnate nella concreta testimonianza della loro fede: Azione Cattolica adulti-giovani-ragazzi, Scout Esploratori-Lupetti, Gruppo famiglie, coppie del Battesimo, Coppie Giovani, Coppie di A.C., Gruppo difesa della vita e della famiglia, Ordine Secolare Francescano, Gruppo Caritas e animazione della carità, Gruppo Missionario, Gruppo Catechisti ragazzi e adulti, genitori del catechismo, animatori della Liturgia e del canto, Gruppo Ascolto, Gruppo Emergenza, Gruppo fidanzati, Scuola della Terza età, Terza Età, Equipe giovani, Servizio stampa parrocchiale, Servizio distribuzione settimanale alle famiglie dei Bollettini, Centri di Ascolto, Biblioteca parrocchiale, Gruppo culturale, Segre- teria parrocchiale, Comitato Sagra e attività ricreati- ve. Ogni anno diverse persone partecipavano agli Esercizi Spirituali, uno per le famiglie e un altro per i parrocchiani in genere.

Grande impegno fu dedicato per la Caritas con molte famiglie assistite non solo da un punto di vista economico, ma anche come vicinanza solidale per situazioni di difficoltà. Durante l’inverno ha funzionato, in collaborazione con la Caritas Diocesana un dormitorio per i senza fissa dimora. Grande spazio è stato dato anche al gruppo missionario con una serie di iniziative e collegamenti con vari missionari. La liturgia è stata sempre al centro della nostra vita di fede con gli animatori, i gruppi di canto, gli inservienti e i chierichetti. Al centro di tutto l’anno la Settimana Santa presentandone con un fascicolo tutti gli aspetti. Un grande aiuto per la pastorale è venuto dal Bollettino settimanale consegnato a tutte le famiglie da circa 80 persone, per trent’anni: strumento di prima evangelizzazione, nuova evangelizzazione, catechesi, informazione ecclesiale.

Uno strumento importante per la vita della comunità cristiana è stato il nuovo Centro parrocchiale, punto di riferimento sia ecclesiale che sociale. Nuovo anche il presbiterio e, per ultime, 5 nuove anche le vetrate per arricchire la chiesa di segni.

Tanti i pellegrinaggi per favorire la fede e la devozione. Sempre è stata favorita la condivisione della vita della Chiesa, favorendo la conoscenza dei documenti, per arrivare ad una comunità partecipe e corresponsabile. Importante riferimento di aggregazione e incontro con tutti, anche i non praticanti, è stata la Sagra Annuale di settembre e tante festa aperte a tutti.

Ma in questa comunità si è manifestata tutta le fede e lo spirito di servizio della sorella Ada, da tutti apprezzata per la sua assoluta disponibilità, la gentilezza, il sorriso perenne, la prontezza nel cercare le risposte ai vari problemi, l’accoglienza in Canonica, la piena dedizione agli altri, dimentica di se stessa. La sua morte ha lasciato un grande vuoto non solo nella mia vita, ma anche nel cuore di tante persone.

Al termine della mia vita sento il dovere di ringraziare Dio per tutto quanto ho ricevuto. E di esprimere la mia riconoscenza verso le tantissime persone che hanno condiviso con me il cammino di fede di una vita, che mi hanno voluto bene e mi sono state vicine. (...) Chiedo perdono a Dio di tutte le mie debolezze e povertà. Mi sono sforzato di amare tutti indistintamente. Dalla vita ho ricevuto tantissimo. Ho pregato con la mia gente, mi sono sforzato di crescere nella fede e nell’amore a Dio e al prossimo insieme con loro, ho cercato di condividere i loro problemi in tutto. Ho conosciuto tanti parrocchiani, testimoni di una fede profondamente vissuta in tutti gli ambiti della vita. Una santità feriale, nascosta, ma forte e convinta. Li ringrazio per l’esempio ricevuto; un’autentica santità in atto nell’umiltà e nel silenzio, fatta di sacrificio, rinuncia, amore, a volte fino all’eroismo. Prego il Signore perché aiuti tutti a perseverare nella fede, a sentire l’urgenza di trasmettere quanto Dio ha donato, consapevoli di essere un popolo in cammino verso la casa del Padre, dove tutti ci ritroveremo. Mi affido a Dio, a Maria, Madre di Dio e Madre nostra e a tutti i santi nostri protettori.

(don Luigi Contin)

 

BENETOLLO DON ANTONIO

Nato a Vigonza il 31 maggio 1953, dopo gli studi in Seminario diventa sacerdote il 4 giugno 1978.

Svolge il servizio di Cappellano a Cristo Re (1978-1983) e a S. Bellino (1983-1986). Diventa Parroco di Ognissanti in Padova (1986-1992), poi di S. Anna di Piove di Sacco (1992-2003) e a Solesino (2003-2010). Giunge a S. Carlo Borromeo nel 2010.

 

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